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Faq Acque

Cosa si intende per pozzo?
Il pozzo è una perforazione o scavo che penetra nei terreni e che pone in comunicazione la superficie con le falde acquifere presenti nel sottosuolo.
Tale derivazione deve essere progettata e realizzata in modo che, in nessun caso, le acque di superficie possano raggiungere, senza controllo, le falde attraverso lo scavo.
Il pozzo deve essere munito (secondo la normativa vigente), di apposito misuratore di volumi installato da ditta specializzata ed abilitata.


Chi è tenuto a richiedere l’autorizzazione alla trivellazione e la concessione all’utilizzo delle acque sotterranee?
Le acque sotterranee sono un bene pubblico e sono tutelate dalle leggi dello Stato nell’interesse della collettività e dell’ambiente.
Chiunque (proprietario o utilizzatore) intende realizzare un pozzo per attingere acqua dal sottosuolo deve richiedere alla Provincia di Napoli apposita autorizzazione per la trivellazione e specifica concessione per lo sfruttamento delle acque.


Le acque ad uso domestico sono soggette a rilascio di concessione?
Le acque sotterranee destinate esclusivamente ad uso domestico non sono soggette a concessione.


Cosa si intende per utilizzo domestico delle acque?
Sono compresi negli usi domestici l’innaffiamento di giardini ed orti inservienti direttamente al proprietario ed alla sua famiglia e l’abbeveraggio del bestiame (R.D. 1775/33).
Il proprietario di un fondo, anche nelle zone soggette a tutela della pubblica amministrazione, ha la facoltà, per gli usi domestici, di estrarre ed utilizzare liberamente, anche con mezzi meccanici, le acque sotterranee nel suo fondo, purchè osservi le distanze e le cautele prescritte dalla legge.


Quali sono le acque e le attività non soggette al vincolo?
La raccolta delle acque piovane in invasi o cisterne a servizio di fondi agricoli o di singoli edifici (L. 36/94 Legge Galli art. 28, comma 3).

Qual’è l’iter previsto per ottenere l’autorizzazione alla trivellazione?
L’iter previsto è:
1. invio (da parte del richiedente) della richiesta di autorizzazione alla trivellazione alla Provincia di Napoli, corredata della documentazione necessaria (vedi sezione moduli on line)
2. inoltro (a cura della Provincia di Napoli) della richiesta alla ASUB S.p.A.
3. controllo tecnico-amministrativo della documentazione a corredo della richiesta (a cura della ASUB S.p.A.)
4. attività svolte in parallelo (a cura della ASUB S.p.A.):
- contatto degli enti preposti per i pareri di compatibilità (Ambito Territoriale Ottimale, Consorzio di Bonifica, Settore Acque termominerali e Cave torbiere della Regione Campania, ASL)
- pubblicazione della richiesta sull’Albo Pretorio del Comune interessato
- contatto con il richiedente per eventuali integrazioni della documentazione
5. effettuo del sopralluogo tecnico (a cura della ASUB S.p.A.)
6. trasmissione (a cura della ASUB S.p.A.) alla Provincia di Napoli della relazione tecnica conclusiva dell’istruttoria realizzata
7. determinazione di autorizzazione all’esecuzione di un pozzo (a cura della Provincia di Napoli)
8. controllo tecnico dei lavori di esecuzione del pozzo (a cura della ASUB S.p.A.)
9. redazione (a cura della ASUB S.p.A.) della relazione tecnica dell’avvenuto controllo della trivellazione, propedeutica al rilascio della concessione
10. rilascio della concessione, in caso di esito positivo dell’istruttoria, da parte della Provincia di Napoli.


Qual’è l’iter previsto per ottenere la concessione allo sfruttamento delle acque sotterranee?
L’iter previsto è:
1. versamento previsto (a cura del richiedente la concessione) per la pubblicazione sul BURC, consegna in copia ad ASUB S.p.A. con marca da bollo
2. pubblicazione sul BURC dell’istanza di concessione (a cura della ASUB S.p.A.)
3. preparazione del disciplinare di concessione e della tabella dei canoni da versare (a cura della ASUB S.p.A.)
4. convocazione del richiedente (a cura della ASUB S.p.A.) per la firma del disciplinare di concessione e per il ritiro delle ricevute dei canoni versati
5. invio del disciplinare firmato alla Provincia di Napoli per la firma (a cura della ASUB S.p.A.)
6. consegna (a cura della ASUB S.p.A.) del disciplinare al richiedente per la registrazione presso l’intendenza di finanza
7. registrazione presso l’intendenza di finanza e notifica della stessa alla ASUB S.p.A. (a cura del richiedente)
8. predisposizione della Determina di Concessione (a cura della ASUB S.p.A.)


Chi rilascia alla fine del controllo la concessione all’utilizzo delle acque sotterranee?
La Provincia di Napoli di Napoli ha affidato ad ASUB S.p.A. l’incarico di gestire su tutto il territorio di propria competenza l’istruttoria tecnica ed amministrativa delle richieste pervenute.
Al termine dell’istruttoria, in caso di esito positivo, la Provincia di Napoli può rilasciare l’autorizzazione alla trivellazione del pozzo e/o la concessione per l’utilizzo delle acque.


Qual è l’iter per i pozzi autodenunciati?
L’iter previsto è:
1. presentazione (a cura del richiedente) della denuncia di esistenza del pozzo alla Provincia di Napoli con indicazione della destinazione, e richiesta di concessione all’utilizzo (vedi pagina moduli on line)
2. invio fotocopia della richiesta all’Autorità di Bacino competente
3. invio (a cura del richiedente) della documentazione prevista (vedi pagina moduli on line)
4. eventuale richiesta di integrazione della documentazione (a cura della ASUB S.p.A.)
5. esame della documentazione e convocazione del richiedente (a cura della ASUB S.p.A.)
6. eventuale richiesta di integrazione della documentazione (a cura della ASUB S.p.A.)
7. invio (a cura della ASUB S.p.A.) al Comune interessato della documentazione per la pubblicazione sull’albo pretorio
8. realizzazione del sopralluogo tecnico (a cura della ASUB S.p.A.)
9. redazione della relazione tecnica finale (a cura della ASUB S.p.A.) in caso di parere positivo
10. redazione della relazione tecnica finale (a cura della ASUB S.p.A.) in caso di parere negativo per la chiusura del pozzo
11. eventuali prescrizioni fornite (a cura della ASUB S.p.A.) all’utente durante il sopralluogo per l’eliminazione di eventuali manchevolezze
12. controllo finale (a cura della Provincia di Napoli)
13. notifica al richiedente (in caso di esito positivo del controllo) del nulla osta ed archiviazione del fascicolo nel catasto pozzi (a cura di ASUB S.p.A.).


Cosa si intende per sicurezza dell’impianto?
L’estrazione delle acque sotterranee non deve incidere sul regime e sul naturale equilibrio delle falde, non deve produrre inquinamento e non deve depauperare la risorsa idrica. E’ necessario, pertanto, prevedere e realizzare impianti idonei per una corretta estrazione ed utilizzare apposite coperture per evitare contatti tra la superficie esterna e le falde.


Quali sono gli obblighi dell’utilizzatore del pozzo?
L’utilizzatore del pozzo è obbligato a:
• mantenere in regolare stato di funzionamento le opere di raccolta, derivazione e restituzione delle acque;
• comunicare preventivamente ogni variazione che apporti modifiche alle opere realizzate;
• regolare la derivazione in modo da non prelevare quantitativi eccedenti quelli concessi;
• sospendere l’attività estrattiva quando si manifestano delle anomalie nel funzionamento;
• provvedere al completo riempimento e sigillatura del pozzo quando ne sia cessata l’utilizzazione e darne comunicazione alla Provincia di Napoli;
• comunicare annualmente i quantitativi di acqua prelevata.

L’utente, inoltre, è responsabile dei danni causati dalla cattiva manutenzione di tutte le opere realizzate.


Chi è obbligato a dotarsi dei misuratori di volume (contalitri)?
Tutti gli utenti di acque pubbliche soggetti a concessione sono tenuti all’installazione e manutenzione in regolare stato di funzionamento, di idonei dispositivi per la misurazione delle portate e dei volumi d’acqua pubblica derivati, previa apposizione di sigillo in piombo da effettuarsi da parte di personale dell’Ente concedente, in corrispondenza dei punti di prelievo e, ove presenti, di restituzione (L.R. 290/99).
Sono esonerati dall’installazione dei misuratori di portata (contalitri) i titolari di impresa agricola che utilizzano acqua pubblica per uso irriguo fino ad una portata di 2 l/s (litri a secondo), nonché coloro che attingono o derivano acqua da corso idrico superficiale per fini irrigui non produttivi (uso domestico) fino alla portata di 2 l/s. Questi utenti sono comunque tenuti a comunicare la quantità d’acqua mediamente prelevata mel corso della stagione irrigua.


Quali sono le destinazioni d’uso delle acque?
Secondo la legge n. 36/94 art.18 le destinazioni d’uso sono:
• Irriguo
• Industriale
• Consumo umano
• Piscicoltura – irrigazione attrezzature sportive – irrigazione verde pubblico
• Igienico - assimilati (servizi igienico-sanitari, servizi antincendio, impianti di autolavaggio, lavaggio strade e tutti gli usi non previsti dalle altre definizioni).


Qual’è la modalità per la chiusura provvisoria di un pozzo?
Chi intende rinunciare temporaneamente alla concessione per l’utilizzo delle acque sotterranee deve procedere alla chiusura del pozzo, secondo la seguente modalità:
1. rimozione dal perforo della pompa e delle tubazioni di emungimento
2. occlusione dell’intera luce del foro, così da impedire (in modo semipermanente) l’accesso al pozzo.
La sigillatura del pozzo si considera provvisoria (3 anni), in vista di un futuro riutilizzo dello stesso previo inoltro di istanza di concessione allo sfruttamento delle acque sotterranee alla Provincia di Napoli.
Se entro 3 anni non si manifesta l’intenzione di riutilizzare il pozzo la Provincia di Napoli si riserva di prescrivere la chiusura definitiva mediante cementazione.
Per la documentazione relativa vedere pagina moduli on line.


Qual’è la modalità per la chiusura definitiva di un pozzo?
Chi intende rinunciare definitivamente alla concessione per l’utilizzo delle acque prelevate dal pozzo deve:
1. rimuovere dal perforo la pompa e le tubazioni di emungimento
2. riempire il pozzo con materiale inorganico inerte dal fondo fino a non meno di 6 metri dal piano campagna
3. la rimanente parte del pozzo deve essere sigillata con materiale impermeabile, come impermeabilizzati devono essere gli eventuali tratti di falde sospese.


Qual’è la principale normativa di riferimento in materia di acque sotterranee?
• L. 36/94 (Legge Galli) Disposizioni in materia di risorse idriche
• D. Lgs. 152/99 Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento…
• L.R. 16/82 Indirizzi programmatici e direttive…in materia di acque e acquedotti
• D. Lgs 275/93 Riordino in materia di concessione di acque pubbliche
• D.P.R. 236/88 Attuazione della direttiva CEE n. 80/778 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano
• R.D. 1775/33 Testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici
• D. Lgs 258/2000 Attuazione direttiva CEE 98/83 relativa alla qualità delle acque destinate a consumo umano


 
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